giovedì 4 ottobre 2007

Utopista

Sto imparando, a fatica, che ogni giorno è una conquista. E che, malgrado le labili gioie quotidiane, non sempre si riesce a stare completamente sereni.
Questa mattina ho un groppo sul cuore e gli occhi ancora arrossati per ieri. E constato: non ho più difese. Avevo giurato a me stesso che non sarebbe stato più così, che sarei rimasto sempre all'erta ad ogni campanello d'allarme, ad ogni minimo movimento sospetto.
Tutto questo tanto tempo fa. Ricordo nitidamente le immagini di me stesso, come se potessi, dopo un po', riuscire a guardarmi dall'esterno.
Era una notte di inizio di maggio, non potrei mai dimenticarla: era il mio compleanno. Avrei dovuto festeggiare. Diciannove anni, il liceo che finalmente volgeva al termine, uno stacco col mondo di "prima", una partenza imminente che mi avrebbe portato lontano.
Chiuso nella mia Panda rossa, sotto uno dei tanti pini marittimi che accompagnavano la strada tortuosa che conduceva al cimitero della mia città, tenevo le gambe strette al petto, rannicchiato sul sedile, piangendo disperatamente. Mai avevo sofferto così tanto in vita mia. La mia prima, vera storia d'amore, era finita per sempre. Le lacrime martoriavano il mio volto gonfio di pianto. Quel giorno, il giorno in cui la mia vita stava imboccando una nuova prospettiva, mi ripromisi che mai più, mai più avrei saputo piangere e soffrire a quel modo.
Ovviamente non ci sono riuscito in seguito.
Ho pianto per tutte le persone che ho amato, anche solo un po'(perché lo ammetto, si può amare anche solo "un po' "). Con le meteore mi sono sempre e solo arrabbiato.
Oggi che invece di anni ne ho ventuno, pensavo che qualcosa sarebbe cambiato.
Invece no.
Piango ancora per la persona che amo. E mi rendo conto di quanto io sia fragile. Quanto mi feriscano le parole gettate nella mischia a casaccio. E quanto siano precise nel provocarmi delle stigmate purulente, che bruciano anche il giorno successivo. Cerco di leccarmi le ferite per disinfettarle, e intanto rimugino, e mi viene da morderle.
Qualcuno, dall'altra parte del telefono, forse, non capiva e mi parlava di autodifesa, sì, "voglio che tu sappia che non l'ho fatto apposta, mi dispiace davvero". Però anche a me. "E' che a volte ho queste reazioni, forse per difendermi". Difenderti da me?
Io in amore sono come un'ampolla di vetro finemente soffiato. Ecco. Con chi devo prendermela? Dove ho lasciato le mie, di difese? Perché cazzo io non sono più capace di preservarmi?
Realizzo ora che la giornata di ieri era stata davvero pesante. Un esame all'università passato alla grande dopo una lunga e soddisfacente interrogazione, ho imparato a leggere e tradurre alcune lingue antiche, volevo condividere con te la mia gioia. Volevo dirti che avevo voglia di fare l'amore con te proprio in quella sera, distrutto dalla fatica e divorato dall'amore. Tu mi inchiodi al muro con le tue parole ingiuriose. E io piango come un bambino.
"Non ho difese, ma ho scelto di essere libera, adesso è la verità, è l'unica cosa che conta. Chi mi sa fare qualcosa? Se mi stai sentendo, avrai cura di tutto quello che ti ho dato?"
Così diceva Elisa, in "Luce".
Io le mie difese, non ce le ho più, per l'ennesima volta, e non riesco ad innalzare le mie barriere.
"So che ho bisogno di te, non ho mai saputo fingere".
Ancora Elisa.
"In tanto dolore, niente di sbagliato, niente, niente!"
Sempre Elisa.
Ma forse ha ragione lei. L'amore è fatto per soffrire, di tanto in tanto. E la mia utopia di amore perfetto va sempre più a rotoli, in nome di un realismo nudo e sconsiderato che non risparmia nessuno. Neanche me.

19 Commenti:

Blogger Petite Kiki ha detto...

Il primo commento è il mio.. e che responsabilità! ;)
Sai Ady, ti ho iniziato a leggere da pochissimo eppure leggendo di te, rivedo molte delle sensazioni che hanno pervaso la mia vita.
Sorrido leggendo questo tuo post e non lo faccio perchè rimango insensibile alla tua sofferenza, tutt'altro. Sorrido perchè a 21anni anch'io parlavo così e sor-rido, nuovamente, perchè di anni ora ne ho 25 e le emozioni e le sofferenze e lo struggersi d'amore ed il sentirsi deboli e fragili, il sognare l'amore perfetto, fanno ancora parte di me.
Si cresce, è così.
Ma è così difficile apprendere dagli errori e dalle esperienze passate. Le difese imparerai a costruirtele, giorno per giorno. Il lasciarsi divorare da qualcun'altro non porta a niente di buono, ma è fisiologico. Come le incomprensioni, come fare l'amore dopo aver litigato. Rimani seduto sul bordo del letto. Ti giri e lo guardi dormire. Delle discussioni e delle lacrime piante, rimarrà solo il ricordo. Ora c'è la sua immagine tra le ciglia. Ed è questo ciò che conta.

Va a prenderti quell'abbraccio. Coraggio.

K.

4 ottobre 2007 14:24:00 GMT+2  
Blogger Daron ha detto...

E a quanto pare il mio, di commento, è il secondo...
Per l'inutile esperienza che ho maturato, posso solo sottoscrivere ciò che scrive petite. Perchè a 21 come a 25, a 30 anni sarai ancora daccapo: l'amore è una bestia che ti mangia vivo se non dosi le emozioni, ti strappa il cuore se ti distrai mentre credi di averlo domato. Ma è quello che deve fare, se no non sarebbe amore e vale sempre la pena di finire nelle sue grinfie: significa che sei vivo. Ti regala tante gioie e tanti momenti indimenticabili, che a tua discrezione potrai custodire tra le più belle pagine della tua vita o bruciarli in un solo falò d'oblio. Io ti consiglio di prendere un lungo respiro, asciugarti le lacrime e fare esattamente ciò che ti suggerisce l'amica petite kiki qui sopra di me: vai a prenderti quell'abbraccio. E' tuo!

4 ottobre 2007 19:38:00 GMT+2  
Blogger Demian ha detto...

Forse è vero. Forse l'amore perfetto non esiste. Ma Elisa dice: "avrai cura di tutto quello che ti ho dato?" E allora, questo è quello che io penso: l'amore sensuale finisce, ma se ami una persona, al di là di quello che possa rappresentare il baciarla, o toccarla, quel tipo di amore non può finire. E allora, tutto quello che ti ha dato è ancora impregnato di tutto il sentimento che c'era (e c'è ancora, se era quello vero, di amore), dei sorrisi, e anche delle lacrime. E l'amore ti rimane fra le mani ancora, anche se piangi. Dovrai avere cura di tutto quello che ti ha dato. L'amore non è uno. L'amore non finisce. E' ancora lì, ma non te ne accorgi.
Un abbraccio. : )

4 ottobre 2007 20:00:00 GMT+2  
Blogger Laura ha detto...

Ho rivisto un po' di me in queste parole che parlano di te.
Ti eri ripromesso che non avresti più sofferto per amore e invece? e invece non ci riesci perchè evidentemente dai tutto te stesso e ti dedichi completamente all'altro... questo a 20, 30 40 anni e così via...perchè tu sei così e sarai sempre così. non c'è niente da fare, tutte le volte puoi dirti che la prossima sarà diversa, che non permettarai a nessuno di farti del male ma... sono solo parole destinate al vento perchè cerchi solo di autoconvincerti anche se sai benissimo che darai sempre il 101% di te. ah l'amore.... il sentimento che più ci fa penare, quello che non ci fa dormire la notte e non ci fa mangiare.. quello per cui faremmo pazzie... quello che ci spinge a dare il massimo di noi stessi senza pretendere nulla in cambio... e proprio per questo che spesso soffriamo, perchè otteniamo reazioni che spesso ci paralizzano (E' che a volte ho queste reazioni, forse per difendermi". Difenderti da me?).

L'amore... è irrazionale.

un abbraccio forte forte.
lalla

4 ottobre 2007 21:46:00 GMT+2  
Blogger Blue ha detto...

Ehilà!Sono passata di qui e ho letto il tuo post..non puoi capire quanto mi è vicino..quanto capisca le tue parole!!Il giorno in cui mi sono accorta di essermi innamorata della persona che ancora oggi amo, il momento in cui ce lo siamo quasi confidato l'uno all'altra l'ho sentito solo io...l'ho sentito solo il fragore muto con cui è caduta la mia armatura, con cui sono cadute le mie armi..
In quel momento è caduta tutta la mia difesa verso di lui...e per la prima volta in vita mia mi sono resa conto, fra le lacrime e i singhiozzi, di essere fragile...fragile in amore, proprio come una ampolla di vetro soffiato!!Quanto può solo il suo tono della voce su di me..e delle mie difese rimane solo il pallido ricordo. Quando vorrei innalzare quella barriera di cui parli te, indossare di nuovo la mia armatura, non ci riesco più...sono lì indifesa al volere della persona che amo...non posso farci niente...non posso calzare l'indifferenza verso il dolore che può darmi..non posso smettere di soffrire per lui..
Le tue parole rispecchiano così tanto quello che succede anche a me..
L'amore perfetto?!Bella domanda...esiste o non esiste...non so...so di amare quella persona, di stare bene con lui, di voler condividere la mia vita con lui...e allora non mi importa di soffrire, perchè aver deposto le armi significa anche poter gioire a pieno, godermi con tutta me stessa la felicità che sa darmi senza limitarne l'intensità...è un prezzo alto da pagare a volte, perchè il cuore nudo è così fragile..ma solo lui può decidere se pagarlo o no.
Un abbraccio!!

4 ottobre 2007 22:30:00 GMT+2  
Blogger Panta Rei ha detto...

sembra che ognuno sottolinii il fatto che si soffre d'amore... forse siamo tutti masochisti... ma in realtà siamo tutti fragili in un certo qual senso... siamo fragili quando stiamo bene, perchè l'equilibrio è facilmente intaccabile; siamo fragili quando soffriamo, perchè ricordare della felicità passata ci rende diffidenti dall'amore, ci priva di alcuni sentimenti, ci porta a starne lontani, e da soli si sa che non ci si può stare, si è troppo deboli... ma ogni amore, qualunque tipo di amore, ci regala sempre qualcosa di grande ed impercettibile che ci rende più forti... non è solo sofferenza... è un percorso in salita che rende più soddisfacente la raggiunta dell'obiettivo... chiuderti dentro la tua Panda rossa forse ti ha portato a un nuovo amore più grande del primo... ed allora magari non è tanto male... ma per adesso non sprecare ciò che hai...

5 ottobre 2007 14:54:00 GMT+2  
Blogger EnRy ha detto...

Ciao Ady.
Io credo che l'amore non è fatto per soffrire: non prendertela con questo bellissimo sentimento. Prenditela con chi lo perverte, con chi lo usa per altri scopi, prenditela con chi ci gioca come il gatto col topo. Arrabbiati, se ne vale la pena, perchè la rabbia è l'unico sentimento simile all'amore, sia per visceralità che per coinvolgimento dell'essere, e quindi merita di essere esternata solo con chi e quando ne vale la pena.
Non si è fragili di fronte all'amore, le tue armi non si spezzando quando lo incontri ma semmai si fortificano: si spezzano quando l'amore se ne va :( si spezzano tutte, così che la solitudine ti sembra una ferita non rimarginabile.
Non ti consiglio ti prendere un abbraccio, come hanno fatto gli altri, anche se è un consiglio che può essere valido. Io, invece, ti consiglio di dare un urlo, perchè solo facendo sapere alla persona che ti ha tolto la pelle quanto stai male, forse, potrai farle capire quello che ha fatto: se ne fregherà, se ne pentirà... questo non mi è dato saperlo. Però chissà.

Un bacio :)

5 ottobre 2007 19:12:00 GMT+2  
Blogger Padda ha detto...

Il primo istinto è dirti che per trovare o vivere il vero amore hai tanto tanto tempo davanti a te.
Poi rifletto un po' su questa frase, e capisco che in fondo non si può dire a nessuno, che abbia veramente amato, che il suo è stato un amore "giovane". Perchè ogni età ha i suoi amori. Ed ogni amore, nel momento in cui viene vissuto, ha la sua importanza. che quasi sempre è massima e primaria.
E allora adesso è giusto che tu soffra. Com'è giusto che tu un giorno smetta di farlo. E guardandoti indietro, capirai che ogni esperienza è stata tua, ti ha permesso di crescere e maturare, di capire più di te stesso. Non c'è una ricetta per dire quando questo accadrà. Ma lo farà, ne sono certo. Perchè il tempo aiuta non a dimenticare, ma a rivalutare le cose. A vederle con occhi nuovi.
Per ora non posso che dirti che ti capisco, profondamente.
Una abbraccio,
Andrea

5 ottobre 2007 21:16:00 GMT+2  
Blogger lucia ha detto...

Caro Ady,
ora ti coccolo un pò e ti dico che l'amore è gioia anche nella sofferenza. Dispérati, piangi, soffri, ma torna sempre ad amare. Non c'è nulla di più bello.
Un abbraccio siamonellastessalacrima

ps
se ti va di parlare cercami, io ci sarò per te...

6 ottobre 2007 02:04:00 GMT+2  
Anonymous henry ha detto...

caro amico...no l'amore non e' fatto per soffrire, ma si puo' soffrire per amore.
e in genere succede non perche' ci si lascia andare, non perche' non ci si protegge, ma, credo, perche' non si parla, non ci si spiega, non ci si fa capire.
amare qualcuno vuol dire darsi completamente, aprirsi, mettersi a nudo davanti alla persona amata con i propri pregi ed i propri difetti. arrivare a dire: sono cosi' e sono qui per te.
non ha senso, secondo me, giocare d'astuzie, di strategie, di finzioni. non ha senso proteggersi e nascondersi per evitare di soffrire.
quello che ha senso invece e' parlare sempre con chi si ama, capire quello che pensa e dirgli cio' che si si teme.

non esiste l'amore perfetto. esiste l'amore.

ti abbraccio forte

6 ottobre 2007 10:25:00 GMT+2  
Blogger Petite Kiki ha detto...

Ps. Torno a leggere tutti questi commenti perchè, in fondo, sono, ognuno, dei piccoli posts. Bello..
Spero tu stia meglio e che quell'abbraccio ti abbia avvolto, nonostante tutto.

K.

6 ottobre 2007 14:11:00 GMT+2  
Blogger lucia ha detto...

Torno a lasciarti un vassoio di pasticcini macrobiotici e un altro abbraccio. Ti sorrido ed esco in punta di piedi.
:-)

6 ottobre 2007 15:23:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

Cari amici, come dice il vecchio detto latino: per aspera ad astra! Ho trascorso un finesettimana straripante d'amore, innaffiato da quegli abbracci che non avevo ancora ricevuto e che mi sono stati finalmente dati, un weekend al sapore di baci e di pollo al forno. E si è concluso proprio mezz'ora fa... Ora che ogni cosa è risolta e sono rimasto solo, devo proprio ringraziare tutti quanti voi per le vostre splendide parole, per la premura che mi avete dimostrato, per gli incoraggiamenti, i vassoi di pasticcini(eh, Lucia? :), le vostre speciali riflessioni... insomma: per tutto! Siete fantastici e, anche non conoscendovi personalmente, pure mi basta ber dirvi che vi voglio bene :)

7 ottobre 2007 19:32:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

A mente decisamente più fredda, serena. Pensante.

@kiki: forse che certe emozioni siano ineludibili a qualsiasi età? Io ricordo di aver sofferto per un amore molto acerbo persino a 6 anni. Nessuno è immune. Sono le motivazioni che cambiano col tempo :) Ma ho preso ciò che mi spettava... anche se ho dovuto "chiederlo" perché si accorgesse che ne avevo realmente bisogno.. un bacio

@daron:mi domando solamente quale sia il metodo per riuscire a dosare le emozioni quando si ama veramente qualcuno... Io sono vittima dell'amore, non riesco mai ad esimermi dal dargli tutto me stesso. Ma preferisco essere così esposto, piuttosto che restare indifferente... un abbraccio

@demian:l'amore non è uno, è vero. Ma si frammenta in tante diverse forme di affetto, col tempo. Non posso dire di non amare più alcune persone; solo che le amo in modo diverso. E spesso non era nemmeno un problema di "amore sensuale"... le incomprensioni arrivano anche laddove giunge ancora l'eco del desiderio. Ma questa è un'altra storia :)

7 ottobre 2007 20:21:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@laura:una paralisi, hai colto nel segno. Certe frasi diventano delle vere e proprie epifanie se chi le ascolta dona tutto se stesso senza riserve. Dopo aver riflettuto lungamente, ho capito che è stato proprio questo a ferirmi di più. E a prima vista non l'avevo nemmeno capito... un bacio grande

@blue:per me il clangore di un'armatura che cade si ode soltanto nel momento in cui capisco davvero che non ce l'ho più addosso. E capita proprio quando la lancia mi trafigge in pieno cuore, alle spalle, senza pietà. Anche la minima mancanza può significare tanto, perché per ciascuno acquisisce un valore diverso. Alla fine dei giochi, ciò che conta veramente è incontrarsi e capirsi: per questo non bisogna mai lasciar nulla in sospeso.
Ps: l'amore perfetto non esisterà mai. Bisogna cercare sempre un compromesso, se si ama davvero: ciò significa accettare l'altro/a anche per i suoi difetti. Forse è brutto a dirsi, ma talvolta bisogna porre gli eventi sui piatti di una bilancia. Sta poi a noi accorgersi da quale parte ci sia maggior peso... un abbraccio anche a te

@panta rei:non scorderò mai quella sera, perché mi ha aiutato a metabolizzare la mia avversione per la sofferenza, perché mi ha aiutato a capire che soffrire è necessario ed ineludibile. Ho avuto amori più grandi, di volta in volta, perché col tempo ho imparato ad amare con più consapevolezza di me stesso e dei miei sentimenti. L'amore è irrazionale, certo... ma razionalmente si può capire quanto sia grande, e soffrendo si può giungere a questa consapevolezza interiore. Un abbraccio

7 ottobre 2007 20:29:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@enry: non ho gridato, non sono riuscito ad alzare la voce. Però ho sussurrato piano, con gli occhi lucidi, con calma e coscienza di me stesso, guardandolo fisso. E il messaggio è arrivato. Ha capito molte più cose di me. Ha capito che alla mia trasparenza deve corrispondere altrettanta trasparenza. Che voglio dividere, condividere tutto, il bello, il brutto, la difficoltà e i sorrisi dettati dalla spensieratezza. Siamo riusciti a buttarci alle spalle tutto. L'abbraccio è arrivato dopo...ed è stata una liberazione :) un bacione

@padda: è bastato davvero poco tempo per vedere tutto con occhi meno offuscati e più lungimiranti. L'evento che mi ha sconvolto si è rivelato essere una piccola mancanza di accortezza da parte della persona che amo nei miei confronti. Lui ha imparato, ma anche io ho tratto un'importante lezione da questa esperienza: quando si riconosce il valore di ciò che si ha tra le mani, non bisogna chiudersi a riccio nel proprio dolore, ma renderlo manifesto. Anche se per me è tanto difficile. Un abbraccio, e che sia di buon auspicio anche per te

7 ottobre 2007 20:36:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@lucia: sono tornato ad amare, più forte e sereno di prima. La sofferenza si annida dappertutto, ma qualche volta, passata la burrasca, ci aiuta ad apprezzare maggiormente il proprio tesoro. Un abbraccio laquietedopolatempesta :)

@henry: nel momento in cui ho pensato che l'amore fosse fatto per soffrire, ero all'apice della mia sofferenza interiore. Mi bruciava talmente tanto, quella ferita, che non riuscivo a capacitarmi di come una cosa tanto bella come l'amore potesse avere dei risvolti così nefasti... soprattutto in virtù della mia proverbiale trasparenza, della mia spropositata(a volte eccessiva) apertura al dialogo, di cui troppe persone hanno approfittato. Io gli ho sempre parlato troppo, confessato i miei timori più inconfessabili, manifestato il mio amore con più e più gioia. Lui è sempre stato più chiuso, più ritroso...dice che "è sempre stato abituato così". Gli ho chiesto di abituarsi a me, questa volta. Spero davvero che la sua promessa non rimanga disattesa. E l'amore, no, non lo dimentico :) un abbraccio grande

7 ottobre 2007 20:41:00 GMT+2  
Blogger juliette ha detto...

Caro Ady, ti leggo dalla Germania e ti penso... e penso.
L´amore, che mistero! Ogni volta che mi sembra di averlo capito mi rivela una nuova sfaccettatura.
E´una cosa cosí complicata, ma anche cosí bella e cosí terribile. Anche io mi ritrovo sempre ad essere la piu´esposta... ma forse ci attira nell´altro anche la sua ritrosia, a volte?
Bacioni.

10 ottobre 2007 19:49:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@juliette: ma bentornata tra noi! L'amore è proprio come un diamante: mille sfaccettature nuove da scoprire di volta in volta. E la cosa più assurda è che le stesse sfaccettature non valgono mica per tutti, oh no! Ma, come per i diamanti, è la sua particolare conformazione a renderlo unico e desiderabile... e anche se c'è qualche imperfezione, bisogna saperla accettare, ché contribuisce ulteriormente a conferirgli maggior unicità. Un abbraccio, e buona Germania :)
PS: se è vero che gli opposti si attraggono, allora sì: la ritrosia ci attira nell'altro, non potrebbe essere diversamente.

10 ottobre 2007 20:40:00 GMT+2  

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