venerdì 8 febbraio 2008

Canneti, farfalle ed elefanti

Mi vorrei rifugiare in silenzio da qualche parte. In un luogo ove le propaggini del mondo non possano mai arrivare. Protetto dal placido scorrere di un tempo immemore, reso aggraziato solamente dal delicato battito d'ali di un piccolo gruppo di farfalle. E' un sogno che ricorre mentre sono sveglio. Quando dormo, non riesco a ricordare che sporadiche immagini di qualche incubo, di dubbio gusto gotico. Così, nel mezzo del corso del sole, mi fermo e inizio a roteare immobilmente su me stesso, alla ricerca di una serenità che in questo periodo non mi è concessa. 
Accumulare, per poi rimuovere; ricordare, per poi dimenticare in un baleno ogni cosa. La mente scoppia, circondata da migliaia di stimoli quotidiani, molti dei quali di scarso interesse e a cui non mi posso sottrarre per forza di cose. 
Riecco laggiù, in un meandro della memoria, una minuscola oasi di pace, la sosta tanto agognata che sembra non arrivare mai: dove sto cercando di arrivare? Mi sembra di girare in tondo, a spirale, dentro un labirinto che ho costruito con le mie stesse mani, senza realizzare l'evasione finale. E il Minotauro m'incalza, e io a volte non ho né il coraggio, né la spada di Teseo. E soprattutto, non c'è Arianna che mi dia il filo per ritrovare la strada percorsa. Nemmeno i sassolini, o i bocconcini di pane di Pollicino. 
Le fiabe ti insegnano che a tutto c'è un lieto fine. Omettendo, però, di rammentare a chi le ascolta che la felice conclusione dell'avventura è tutt'altro che scontata. E all'improvviso si fa buio, la luce smette di filtrare dalle fitte siepi incrostate di brina notturna, la nebbia avvolge gli occhi umidi di quel pianto che si ostina a non uscire mai, quel pianto liberatorio, nervoso come una linea spezzata che va a sbattere contro un muro eroso dal tempo e dagli sterpi. 
Se mi corico, non sento che la tensione delle mie spalle irrigidite, del mio collo contratto, della mia testa pesante come un macigno. Vivo una vita che mi apparterrà, probabilmente, tra vent'anni, e intanto sento che il tempo mi sfugge di mano, come quelle farfalle che tanto vorrei emulare, leggere in volo, brevi di vita, eterne per bellezza. 
La notte d'inverno è ancora troppo fredda per consolarmi. Chino il capo all'indietro, in un silenzio che ha il sapore di una resa mascherata da tregua; verso, stillando goccia dopo goccia, l'essenza di un essere frivolo che non sono stato mai e mai sarò. Perché è troppo tardi per essere ingenuo, e troppo presto per essere esperto. Non farfalle, ma cavallette; non rondini, ma sparvieri. Mi sento esposto alle intemperie della vita, sento mancare una corazza e il clangore che emette quando respinge la sferzata nemica. Presto, mi dico, presto tutta questa incertezza finirà, e mentre lo dico in un sussurro soffocato, altri dubbi si insinuano, altre insicurezze, altra sensazione di pericolo imminente. 
Cosa sono ventun'anni? Perché non riesco a vivere con l'occhio costantemente rivolto al presente, ma sempre proteso al futuro, e incalzato dal passato? Il costante fluire dei mesi e delle stagioni continua a non darmi risposte esaurienti, e io perdo la pazienza con me stesso, con i tempi che si allungano a dismisura, nell'effetto doppler di un febbraio che vorrei fosse già concluso già da un po'. E poi mi riprendo, mi scuoto, e i muscoli della schiena sono ancora lì, sull'attenti, induriti e per nulla intenzionati a sciogliersi. 
Certe notti mi sembra di cogliere appieno il senso drammatico dell'esistenza. Ma di non riuscire a spiegarmelo. Non ancora. Ma fino a quando? 
Aspetto. Gli orologi battono l'ora, la lancetta prosegue la canonica rotazione, le unghie crescono e s'allungano i miei capelli, unica testimonianza del fatto che qualcosa sta davvero cambiando in modo sensibile, ma percettibile solo a distanza di decadi. 
Ieri la foglia cadeva dall'albero, oggi si ricongiunge al ramo. Il collo non cessa di dolermi e il corpo è indolenzito. Domattina mi sveglierò nuovamente in un bagno di fredda oscurità. Sono un elastico che si torce e torna uguale a prima. Sono una canna che si prostra al vento, e non si spezza, e continua nel suo esistere nutrito di precaria sussistenza. E dalla riva limacciosa di un fiume ignoto, tra le altre canne, ostinate come me, tra i giunchi e i fili d'erba, guardo in lontananza la quercia e penso ancora all'elefante, che voleva essere leggero per volare via come una lieve farfalla. 

25 Commenti:

Blogger Istanbul ha detto...

Sto male.
Ti abbraccio.
ire

9 febbraio 2008 21:48:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@istanbul: anche io, un po'. Ti abbraccio forte, ché forse ci fa bene...

10 febbraio 2008 01:45:00 GMT+2  
Blogger Demian ha detto...

Questo tempo, la sua corsa inesorabile. Anch'io ne sono terribilmente attratto ma impaurito.
Accorgersi che passano gli anni non è sempre piacevole, ma, magari certe volte è più facile se guardiamo quello che abbiamo e abbiamo fatto. Il tempo che passa ci fa invecchiare, ma ci fa anche crescere.
Vi abbraccio, chissà che non ci faccia bene :)

10 febbraio 2008 13:24:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@demian: il tempo ci fa crescere, ma com'è dura alle volte accettare di crescere in modo troppo rapido. Comunque, ti abbraccio, e quello fa bene di sicuro :-)

10 febbraio 2008 20:23:00 GMT+2  
Blogger artemisia ha detto...

Questo post è bellissimo.
Posso solo anticiparti, dall'alto della mia "veneranda" età, che questa sensazione diventerà sempre più forte, che il tempo lo sentirai passare sempre più in fretta... ma che alla fine ti abbandonerai al flusso delle cose con più serenità.
Quello della canna al vento cos'è, un richiamo evangelico?
:)

Un abbraccio (che non fa mai male)

13 febbraio 2008 10:39:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@arte: grazie, i tuoi abbracci scaldano tanto :) intanto il collo oggi mi pesa un po' di meno, anche se al termine di una giornata improbabile. La canna al vento? Nessun richiamo evangelico: non sono buono per la predicazione... Solo che l'ho sempre vista come qualcosa che si piega agli eventi senza spezzarsi mai. Un esempio da seguire, in certi casi: non trovi? :)
un abbraccio a te

13 febbraio 2008 21:01:00 GMT+2  
Anonymous henry ha detto...

caro, caro ady...e' la vita ed e' cosi' per alcuni di noi: in balia del vento, delle emozioni.
ma non e' un male sai? e' il nostro "essere speciali". leggerezza, la leggerezza del vento di primavera e' il segreto. piroettare, lasciarsi andare, sentire il vento nei capelli e continuare a cercare quel qualcuno o quel qualcosa che c'e' da qualche parte.
ti abbraccio leggero come una farfalla.

15 febbraio 2008 00:08:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@henry: caro Henry, la vita a volte ci mette a dura prova, ma dopo, in fondo, mi rendo conto che essere in balia del vento, delle emozioni(come dici tu) è bello. Indispensabile. E senza, non potrei vivere... quanto ai capelli, poi, sento anche dei tifoni. :)
un abbraccio-colibrì

15 febbraio 2008 00:43:00 GMT+2  
Blogger Petite Kiki ha detto...

Le ultime n o v e righe le ho lette tre volte. E tutte e tre le volte un vortice alla bocca del cuore s'è impossessato delle mie emozioni. Non so perchè ma di tutto ciò che hai scritto (tres beau, comme toujours)quest'ultimo pezzo l'ho sentito mio. Forse perchè anche il mio elefante sogna ali di farfalle e, forse perchè, anch'io, come te, sono albero e ramo.

Abbracciamocitutti, chè sì che fa bene. Assai.

PetiteK.

16 febbraio 2008 00:24:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@kiki: che bello rivederti tra queste parole, mi sei mancata! :) sì, quelle nove righe sono il frutto di un flusso di immagini, le ho lasciate andare così, slegate, e forse anche per questo le sento profondamente. Mi rappresentano, parlano di me. E a quanto sembra non solo di me :)
un abbraccio anche a te, vulimmoce bbene :)

17 febbraio 2008 00:16:00 GMT+2  
Blogger Rain-Gioia ha detto...

allora la piccola Rain ha superato anche filologia italiana...con un lauto 28, dopo il 29 di filologia romanza!
Ho chiuso con la filologia...quasi quasi questa temuta filologia è nelle mie corde più di quanto pensavo!:)
Prendo la specialistica in filologia?scherzooo

18 febbraio 2008 23:36:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@rain: non avevo dubbi, piccola! Lo sapevo che avresti fatto il botto :D Se dovessi filologizzarti, potremmo metter su un interessantissimo sodalizio filologico :) bacio!!

19 febbraio 2008 00:31:00 GMT+2  
Blogger Alberto ha detto...

Parto dai doverosi complimenti per uno stile narrativo che potrebbe, se messo a partito, riservarti molte soddisfazioni personali e professionali in futuro; e mi fermo alla stazione della tua anima...

Sembra la descrizione di una crisalide in procinto di di trasformarsi, come in fondo è l'adolescenza.

Recentemente ho visto due film molto belli e molto diversi tra loro ("INTO THE WILD" e "CAOS CALMO" - ndr): mi sento di consigliarteli entrambi, ma credo che tu dovresti vedere principalmente il primo ("INTO THE WILD" - ndr) perché credo che il protagonista ti dirà qualcosa che sentirai molto più tuo...

Non voglio anticiparti nulla, perché il film in questione va scoperto, assaporato, metabolizzato; posso solo dirti che il ragazzo protagonista mi assomigliava (alla sua età - ndr) e sono certo somiglia anche a te e a tutte/i i giovani a metà tra adolescenza ed età adulta: vedilo, dammi retta. ;-)

Oltre a consigliarti questo film, ti consiglio di non credere di essere solo a provare queste sensazioni: la parte finale dell'adolescenza è un periodo MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO difficile e introspettivo, nel quale è pericolosamente facile sbagliare pur di provare ad assaggiare ogni morso della mela-vita.

Non ti sto scrivendo di non farlo, perché sarei ipocrita: io l'ho fatto, al grido francese di (te lo scrivo in italiano - ndr) "tutto, almeno una volta"; ma ti sto solo scrivendo di stare attento e di fare tutto con la massima consapevolezza e -soprattutto- cercando di evitare le droghe, se ci riesci... ...Quelle non c'entrano con i percorsi dell'anima e, spesso, finiscono solo per appesantire il tuo corpo e creare inenarrabili dipendenze che fanno rima con sofferenze.

Forse sto sbracando e andando troppo a ruota libera, ma lo sai che ti sono affezionato e mi porti -spesso- a scriverti come fossi un fratello maggiore, quindi sopporta con pazienza questo mio commento un po' ansioso.

Un'ultima cosa: conserva questo tuo post, magari stampandolo e tenendolo tra i tuoi appunti universitari. Tra 20 anni, se sarai ancora vivo, ti tornerà utile... ...Fidati di un pirla che questi esperimenti li ha fatti e che rilegge i suoi appunti adolescenziali, come se leggesse il libro di un autore che non conosce. ;-)

Vivi.
Le risposte le troverai in te, lentamente.

Un abbraccio fraterno :-)

19 febbraio 2008 11:05:00 GMT+2  
Blogger Alberto ha detto...

P. S.
I 17 anni che ci separano anagraficamente sono proprio gli anni che ho vissuto protetto dall'angelo Marilù... :*

Non è casuale, probabilmente.

Un abbraccio commosso :-)

19 febbraio 2008 11:13:00 GMT+2  
Blogger Alberto ha detto...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

19 febbraio 2008 11:13:00 GMT+2  
Blogger Laura ha detto...

L'elefante e la farfalla.... almeno una volta nella vita tutti forse ci siamo sentiti così.

spero che la tristezza voli via date alle prime ore del mattino. un baciotto lalla

19 febbraio 2008 23:28:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@alberto: grazie, grazie, grazie. Per tutte le tue parole, dalla prima all'ultima, perché io sono il pianoforte e tu hai toccato tutti i tasti con la saggezza che mi mancava. Grazie, grazie, grazie. Ho una sorella più grande, ma il fratellone mi mancava: è bello scoprire che invece c'è :)
un abbraccio... "minore" :D
PS: ma alla fine, dov'è il confine tra casuale e non? E ancora: il 17 è un numero significativo per me. Allora davvero questa non è casualità...

@laura: è una tensione che mi appartiene. A volte vorrei davvero poter volare e vedere tutto sotto un'altra prospettiva...
un baciotto a te

21 febbraio 2008 13:04:00 GMT+2  
Blogger Istanbul ha detto...

Le tue parole.. da rabbrividire.
Ti abbraccio anch'io, forte.
ire

22 febbraio 2008 11:36:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@istanbul: grazie Ire. Ti abbraccio forte anche io, e speriamo che sia di buon auspicio. Proprio ieri ho fatto un test scherzoso sull'età mentale, e mi diceva che ero proprio a cavallo tra adolescenza ed età adulta. Voglio passare la linea...

22 febbraio 2008 13:34:00 GMT+2  
Anonymous Charles Baudelaire ha detto...

ti capisco. o forse non posso farlo. o meglio, sono cose che ultimamente provo anche io, ma probabilmente non riuscirò mai a renderle in maniera così perfetta.
comunque, fratello mio (permettimi) la vita a me fa molto molto paura, in quest'ultimo periodo: mi fa paura perché mi sfugge via rapidamente dalle dita, e non posso proprio fare nulla per riprenderla. io ci ficco dentro le unghie, in questo flusso indistinto ed informe, e mi ci attacco con tutte le forze, lo morsico anche con i denti, ma mi sfugge. rapido. indifferente allo stato di merda in cui mi lascia.
ed il bello è che non so proprio perché tutto questo mi capiti. ogni giorno mi sveglio con il proposito di rispettare qualche regola fissa, di fregarmene del resto e di tutto ciò che mi circonda, eppure niente, non ci riesco. è più forte di me, è qualcosa che io reprimo ma che, nel bene o nel male, riesce sempre a scappare, a fuoriuscire da qualche angolino e a sommergere, impetuoso, tutta la mia mente e tutto il mio essere. senza alcun rispetto per me, o per la mia volontà. e anch'io mi trascino, sull'insignificante percorso della vita, guardando sempre lontano, all'orizzonte, per scorgervi una qualsiasi america. ma niente, nessuna terra in vista.
nemmeno lo sconforto mi aiuta più, soltanto l'apatia brulla e desolata.
saluti e un abbraccio. se vuoi visita anche il mio blog
ciao

27 febbraio 2008 00:20:00 GMT+2  
Anonymous Charles Baudelaire ha detto...

p.s. il mio blog è lalbatro.splinder.com

27 febbraio 2008 00:21:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@charles baudelaire: premesso che mi mette un po' in soggezione darti del tu, con un simile nickname... ma benvenuto tra queste pagine :) Avrei auspicato un tuo ingresso in un momento più disteso e rilassato, ma... che vuoi farci? Anche se all'orizzonte la vita sembra scivolare via da noi come un fiume in piena, probabilmente è solo un miraggio, condizionato dalla nostra grande, smisurata voglia di viverla. E pazienza. Bisognerà sedersi sulla riva di quel fiume, ed aspettare, aspettare, aspettare... che questa brutta sensazione smetta di raschiarci la pelle.
un abbraccio anche a te :)

28 febbraio 2008 02:09:00 GMT+2  
Anonymous Charles Baudelaire ha detto...

nessunissima reverenza, amico mio: non sono proprio nessuno, solo un povero stronzo frustrato, che quasi gode a sminuirsi di continuo e che per cercare di uscire dal torbido stato mentale della paranoia si nasconde dietro un nome più grande di qualsiasi persona...
mi è piaciuto molto il modo in cui scrivi, le immagini che sai creare, e anche questo concetto di una vita prosperosa e grassa e opulenta, che ammicca provocante ma che non si lascia non dico conquistare ma nemmeno assaggiare...
assaggiare da noi, inesperti e sbarbatelli, sperduti senza bussola e cartina, ingenui al punto da poter essere fregati da chiunque. a volte è molto facile lasciarsi andare, e bisogna volere con tutto sé stessi per non adagiarci tranquillamente nel flusso della normalità.
a presto

29 febbraio 2008 00:49:00 GMT+2  
Blogger EnRy ha detto...

Sì ady. La vita è un casino. Ma tu non darle troppo peso, ok? Altrimenti va a finire che pensa di essere più potente di te :)

Baci :)

7 marzo 2008 02:50:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@enry: sarò più forte di lei. Promesso. :)

7 marzo 2008 03:27:00 GMT+2  

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