E se guardo in avanti...?

E quello successivo sarà di ancor più difficile interpretazione.
Si stanno intrecciando tanti sentieri, e ognuno conduce in una direzione diversa.
La via sentimentale sembra quella più limpida, spianata, pianeggiante. Non vedo ostacoli, ogni dettaglio mi appare nitido e piacevole alla vista. Quella professionale è piuttosto fosca, ma è comunque ancora troppo presto per dare un giudizio: nessuno può dire cosa ci sia oltre una foresta intricata e irta di insidie. Potrebbe esserci un'oasi lussureggiante o una terra arida e arsa da un calore incessante. La strada degli studi è invece un grande viale costellato di banchi di nebbia, oltre i quali c'è sempre un numero che può suscitare un'immensa soddisfazione, oppure un'insopportabile, frustrante sensazione di incapacità.
L'intreccio è piuttosto contorto e di complicata fattura, un inequivocabile labirinto sovrapposto ad altri labirinti. Inutile rivolgersi a qualcuno per chiedere quale sia il cammino giusto da imboccare per raggiungere l'uscita. E, in fondo, la vita stessa si distende, nel suo lento ed incessante passaggio, lungo una serie di indicazioni frequentemente contraddittorie: si può intraprendere un percorso senza escluderne un altro? Ed è possibile che la risoluzione di un groviglio coincida con quella di un altro? A nulla servono briciole di pane, né sassolini rilucenti sotto la luna o gomitoli di lana, perché una volta svoltato l'angolo non si può più tornare indietro: la scelta è unica ed irripetibile, e in quanto tale non ci lascia possibilità di ripensamento.
Eppure, nonostante il dispiegarsi di tante perplessità che agiscono in contemporanea, sto riscoprendo in me stesso un insospettabile senso di organizzazione e una smaniosa voglia di fare e concludere, nel migliore dei modi, ciascuno dei sentieri che ho scelto, o che il destino mi ha riservato senza alcuna possibilità di appello. Si sa, il fato è imprevedibile e talvolta scorretto con noialtri, piccole pedine, vittime illustri della casualità.
Non mi lamento, non mi compiango. Fingo di soffrire profondamente le pressioni cui sono sottoposto, forse per un innato senso di aggregazione ed omologazione alla condizione generale degli altri. Invece mi sento tranquillo e spensierato. Vedo l'obiettivo e gli vado incontro sfrontato, con la testa alta, il petto in fuori e il culo in dentro, con una faccia di bronzo degna del miglior arrampicatore di specchi. A passo di marcia, solennemente accompagnato da un'autostima costruita col tempo come una corazza intorno a me. Ciò che conta ora è che so di aver fatto quello che avevo voglia di fare. Saprò rimproverarmi se fallirò in qualcuno dei miei obiettivi preconfezionati. Saprò premiarmi se sarò in grado di aggirare gli ostacoli e di superare le difficoltà.
E' tempo di un piccolo bilancio. Cosa ne ho tirato fuori?
Guardandomi indietro, posso dire di aver agito bene.
Fermandomi adesso, posso dire che il momento è propizio per agire.
E se guardo avanti? Ma sì, mi concedo pure il lusso di dire che tutto andrà secondo i miei piani!
4 Commenti:
Sarà ma ho l'impressione che una birra e una canna baterebbero a far passare tutto...
@dottor k: eh... ad avercene... ma poi non sono nemmeno un birrofilo accanito! Anzi, ultimamente il Baileys con ghiaccio mi fa una discreta compagnia..!
caspita che riflessione! E quanta chiarezza nel tuo pensiero. Mentre leggevo mi pareva di vederti. Spalle dritte e petto in fuori, come diceva mia madre, ad affrontare il mondo. Tu che non vedi ostacoli, tu che affondi i banchi di nebbia ad occhi attenti e sai che il sentiero disseminato di briciole è popolato da uccellini. Tu che scalpiti per giungere in fondo alla matassa dei tuoi progetti abbi sempre la fortuna che merita la tua fiducia nel domani.
;-)
a presto
un abbraccio
@lucia: sì, scalpito come un puledro! Ti ringrazio di questo tuo bellissimo augurio, me lo terrò stretto stretto... e speriamo davvero che la fortuna aiuti gli audaci! ;) un abbraccio a te!
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page