lunedì 7 maggio 2007

Many years had passed...

Ci sono cose che, pur nel corso di una vita, non si riescono a dimenticare. Magari si tratta di grandi eventi. Oppure, per inverso, di avvenimenti di portata minuscola. Qualcosa che potrebbe non lasciare neppure l'ombra nella memoria di chi ha condiviso qualcosa di noi. Eppure, resta viva. Convive con la bruciante sensazione di aver perso qualcosa per strada e di non poterlo recuperare mai più.
Questo giorno ha sempre rappresentato un'occasione speciale. I ricordi si accalcano l'uno sopra l'altro, come strati di terra che seppellisce una città da tempo dimenticata. Ma se provo a scavare, ci sono tesori inestimabili di immagini, emozioni, volti di persone che sono cambiati negli anni e che oggi potrei non riconoscere più. E allora chiudo gli occhi. E ricordo.
Ricordo di quando arrivavano i primi caldi della primavera. Quando, da bambino, non resistevo alla voglia irrefrenabile di scendere giù in cortile con i miei amici. E si giocava a "lampadina fulminante", o al pallone, mentre i nostri genitori restavano a guardarci a debita distanza, chiacchierando di cose che a noialtri, piccoli e spensierati, non interessavano. Riuscivamo a non preoccuparci di nulla, a dipingere con i nostri allegri schiamazzi quei casermoni di cemento armato totalmente anonimi. Ma c'era la vita di maggio che brillava sulle nostre fronti imperlate di sudore, e le nostre risate. Ed io ancora credevo di essere nato nel mese in cui sbocciano le rose.
Dentro di me cresceva, incontenibile, l'ansia spasmodica per un'attesa che mi pareva lunghissima. Cominciavo il conto alla rovescia dal giorno del compleanno della mia compagna di giochi, F., di due settimane esatte più grande di me. Così avrei saputo, magicamente, che anch'io avrei compiuto gli anni di sabato. O di mercoledì. Ma che importanza aveva? Vivevo quelle due settimane fuor della mia pelle. Preparavo gli inviti per la festa che avrebbe avuto luogo nella sala condominiale. Coloratissimi, volevo che fossero i più belli di tutti, e non permettevo a nessuno di aiutarmi a realizzarli. E organizzavo i giochi che avremmo fatto, e sceglievo la torta con la panna e le fragole, che mia nonna puntualmente mi faceva trovare sulla tavola della cucina il giorno prima.
Ripenso a tutto questo e mi domando cosa ne è stato di quel bambino cui brillavano gli occhi nel giorno del suo compleanno. Con gli anni ho perso l'interesse per i festeggiamenti. Crescendo, ogni sette di maggio diventava sempre più strano ed io sempre più insofferente. Più volte ho desiderato che, come per miracolo, questo giorno scomparisse dal calendario. E il tempo si è messo a correre improvvisamente, e mi sembrava che il mio compleanno cadesse non più una, ma due, tre, quattro volte l'anno. Ed io mi chiedevo come fosse possibile che le cose che desideravo di meno arrivassero sempre più rapidamente di quanto mi aspettassi.
Oggi i miei anni diventano ventuno. Ma cadono in un momento molto particolare della mia vita. Qualcosa si sta svelando sotto i miei occhi, anche se la visuale non è del tutto nitida. Ma è come se mi aspettassi da un momento all'altro una sorpresa di ignota natura. Però intanto, forse con buona pace di me stesso, ho messo da parte l'astio verso questa giornata che ogni anno diventa un'incognita. Non c'è stabilità, ma solo girandole di parole e di persone che oggi ci sono, e domani forse non ci saranno. E in questa volatilità di cose, case, luoghi, persone, accadimenti, io rimango da solo con la mia sigaretta, ma in quiete. E brindo a me, alle mie emozioni vive, brindo ai miei ricordi, bevo alla memoria di quel bambino che era felice di essere nato con le rose, e che, in momenti sporadici ed inaspettati, mi rivolge uno sguardo benevolo e mi tende la mano. Ed io non posso fare a meno di sorridergli con un briciolo di serena nostalgia...

15 Commenti:

Blogger Laura ha detto...

La torta panna e fragole!! Era la mia torta da piccina...volevo e mangiavo solo quella! Come ti capisco, sembra che tu abbia scritto anche per me... sono ormai tanti anni che provo le tue stesse sensazioni quando si avvicina il gg del mio compleanno... quest'anno + che mai! E sono ormai + di 10 anni che non provo nemmeno il desiderio di festeggiarlo!
Cmq i miei auguri di tutto cuore per questi tuoi primi e unici 21 anni.
Un abbraccio Lalla

7 maggio 2007 23:34:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@laura: e poi com'è brutto pensare di potersi aspettare qualcosa e rendersi conto che, in fondo, non c'è proprio nulla da aspettare... grazie di cuore per gli auguri :) un abbraccio a te

8 maggio 2007 01:14:00 GMT+2  
Anonymous Henry ha detto...

in ritardo ma di cuore: mille auguri bimbo delle rose!
ti auguro che le tue emozioni siano sempre vive per te e per la gioia di chi ti sta vicino!

8 maggio 2007 20:27:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@henry: grazie :) bimbo delle rose... sembra il titolo di un film rétro! eheh

9 maggio 2007 00:17:00 GMT+2  
Anonymous Henry ha detto...

in effetti a rileggerlo hai ragione...ogni tanto la mia anima antica mi fa brutti scherzi :D
(p.s. - ricevuti gli auguri?)

9 maggio 2007 09:41:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@henry: pazienza... la tua anima è antica ma sempre poetica :) auguri ricevuti!

9 maggio 2007 13:31:00 GMT+2  
Blogger juliette ha detto...

Tanti auguri, auguri di non perdere questo modo poetico e onesto di vedere le cose.
Bellissimo post.

14 maggio 2007 18:33:00 GMT+2  
Blogger artemisia ha detto...

Auguri (in ritardo) per la tua età meravigliosa, anche se io non tornerei indietro ai miei 21 anni, ero troppo stupida.
Ma il bambino della foto sei tu?? Coi Lederhose bavaresi?? Ma che dolcissimo!!!

14 maggio 2007 21:02:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@juliette: grazie, e benvenuta! Spero di riuscire a non tradire le attese :)

@artemisia: grazie! Tu stupida a 21 anni? Mi riesce davvero difficile crederlo :)
ps: sono proprio io... 19 anni fa :D incredibile... a volte stento a crederlo anch'io.

14 maggio 2007 21:58:00 GMT+2  
Blogger lucia ha detto...

Pare che da queste parti qualcuno abbia spento candeline...
Ti auguro poesia per gli anni che verranno, il profumo di quelle rose, e molto più di quel che osi desiderare.
un abbraccio fortissimo
:-)

15 maggio 2007 21:13:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@lucia: non erano candeline ma bottiglie di vino e di spumante, che non si spengono ma contribuiscono ad accendere... eheh :) grazie mille. Ti abbraccio forte anch'io!

15 maggio 2007 21:59:00 GMT+2  
Blogger Ganassa ha detto...

grazie per la visita passa quando vuoi che mi fa piacere... bello il tuo blog mi piace molto e complimenti anche per il post, ripasserò spesso!!! salut

17 maggio 2007 22:23:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@ganassa: è stata una bella scoperta anche per me il tuo blog, e benvenuto sul mio! Alla prossima visita dunque ;) saluti!

18 maggio 2007 00:20:00 GMT+2  
Anonymous valerio ha detto...

il tempo va via...ma ci permete di crescere, di fare, di sbagliare, di riparare...
ma certo...anch'io, dal compleanno dei miei 16 anni, ogni anno mi ritrovo a cercare di tirarlo per le braccia, per fermarlo. ma ora di anni ne ho 19, e non ho ancora trovato il modo.

ps: bel blog...e bei post.

:o)

10 luglio 2007 20:11:00 GMT+2  
Blogger Adynaton86 ha detto...

@valerio: benvenuto! :) inutile tirarla troppo per le lunghe. Il tempo è quel che è, e tanto vale farci l'abitudine... e forse, in questo momento, non ho nemmeno troppa voglia di fermarlo :) ti ringrazio dei complimenti, e passa pure a trovarmi quando vuoi! Ady

12 luglio 2007 11:12:00 GMT+2  

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