En attendant minuit

Tutto per dire che forse ho voglia di dimostrare che io, la focaccia, la so fare bene, anche se non sono pugliese.
Però in effetti sarebbe divertente, no? Andare alla festa con la mia focaccia, bell'e pronta per mandibole e mascelle. Vedere le loro bocche masticare compiaciute, ripulirsi dalle briciole con rapido tocco della lingua, e annuire con la testa e con gli occhi sgranati, sapete quando sembra che dicano "Hmm, proprio buona!". Sai la soddisfazione! Il Capodanno, quest'anno, non si festeggia a casa mia. Ma una traccia della mia cucina volevo portarla.
E mentre immergerò le mie mani in quella melassa dall'aspetto ancora anonimo, farò qualcuno di quei pensierini di cui si rimane vittime in prossimità della fine d'un anno vecchio e consunto, che si desidera cambiare come una giacca ormai lisa e consumata sui gomiti e sui polsi. Liberarsi dei dodici mesi trascorsi con un colpo di spugna e il ticchettìo di un orologio da polso. Straordinariamente, e senza alcun sospetto, quei buoni propositi alla fine non si portano mai a compimento. Quante promesse offerte e ricevute ci sono nel corso di una vita? Quanti errori ci siamo ripromessi di non commettere mai più? A quali persone ci eravamo proposti di stringere la mano, mettendo da parte ogni rancore... e a quali avremmo voluto dare un abbraccio o dire anche solo una parola, una di quelle che fanno bene al cuore. Un "ti voglio bene" o "mi sei mancato", un "è stata colpa mia, perdonami". Le lancette girano, le promesse cadono come foglie morte al suolo, calpestate, scricchiolanti e inaridite dall'indifferenza. L'anima continuerà a specchiarsi nell'acqua reflua della memoria disattesa, e si troverà nuovamente sporca, intrisa di solida ingordigia e maestosa viltà.
Ma intanto la focaccia sarà dorata e fragrante. Calda e croccante al punto giusto, spolverata d'origano e di un po' dei miei pensieri. Tutti ne mangeranno un po'. E un boccone dopo l'altro, inghiottendo il buio e le lacrime dell'anno che va, sorrideranno, sempre un po' di più di pari passo coi minuti; e allo scoccare della mezzanotte, agognata, bramata, sollecitata da flutti di spumante e dall'aroma del sughero fresco, s'augureranno un felice anno nuovo. E chi se ne importa se il passato non si lava via, e se le promesse si spegneranno come lucciole in autunno. Per un attimo, anche se breve, sembrava tutto vero.
*Buon anno a tutti voi*